L’ultimo dell’anno

Ieri, mercoledì 3 gennaio il G.S. Sadosan di Nuoro ha disputato, al campo sportivo comunale di Città Giardino, il suo ultimo allenamento del 2007.

No, non vi siete rincoglioniti a leggere né (in questo caso) io a scrivere. Quello di ieri è stato l’ultimo allenamento al campo. Dalla prossima settimana ci si allena alla palestra della scuola media n.4, alle 20:30, dopo i pulcini. Come i pulcini.

La (non troppo) sofferta decisione arriva dopo quattro mesi in cui ci siamo allenati a sprazzi, e mai come si deve, se non durante la preparazione. L’inizio del campionato ha rotto qualche equilibrio: l’appuntamento sul campo è diventato solo uno, e sempre più rara la presenza di portieri e giocatori titolari.

Su 25 giocatori in rosa circa quelli che si allenano regolarmente sono non più di 12Motivo per cui, piuttosto che insistere per farli allenare, si è deciso di “punire” anche chi si allena regolarmente e -evidentemente sbagliando- prova piacere nel farlo. A margine di tutto ciò il Sadosan si è installato saldamente all’ultima posizione in classifica, con appena 5 punti.

Una sola vittoria, due pareggini e la sensazione di non aver ancora incontrato una sola squadra veramente più forte.  L’amarezza è tanta e, strano a dirsi, non è dettata dal fatto che il sottoscritto non gioca mai. Il cruccio di non essere giudicato “all’altezza dell’ultima tra gli ultimi” è sorpassato dalla frustrazione di non poter correre, giocare, divertirmi.

Tralasciando il fatto che far allenare una squadra di calcio in palestra è (tecnicamente) come far fare i 400 metri ai maratoneti…

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Perplessità..


Passata l’emozione e l’entusiasmo iniziale, inizio a ragionare più freddamente sulla mia nuova avventura calcistica.

I quasi due anni di inattività si fanno sentire fisicamente ma, ancora di più, sul versante delle situazioni di campo.
Quei momenti, insomma, che capitano solo in partita e che non puoi pianificare a tavolino simulare.

Per questo mi ha lasciato perplesso, dopo tre settimane di allenamento quotidiano, il nuovo programma.

MERCOLEDI’: allenamento al campo, ore 19.
GIOVEDI’: allenamento in palestra, ore 20:30

La domenica, poi, si dovrebbe giocare.

Ora faccio due considerazioni (molto) spicce.
Mercoledì, primo appuntamento della settimana, è probabile che si lavori più pesantemente, quindi è logico attendersi più lavoro fisico e meno partitella.
D’accordo, è giusto.
Giovedì, d’altro canto, si va in palestra è l’unica partitella può essere quella di calcetto, per di più facendo i turni, perchè magarisi va in 18 e si gioca sempre e solo in 5.

Dunque penso a me stesso e dico: siccome non sono titolare (non so nemmeno se mi tesserano, a dire il vero) la domenica non gioco, il mercoledì corro ed il giovedì in pratica giochiamo a calcetto.

Come faccio a ri-abituarmi a giocare a calcio?

Aggiungiamo a tutto ciò che ci alleniamo senza portieri (in 15 giorni ho tirato in porta una volta in pratica…) e che per chi non gioca tra un allenamento e l’altro passano 5 giorni di inattività.

Il quadro, a mio parere, non è roseo.

Playlist – 30.05.06


Direttamente dal mio lettore…


1. summer cannibals (patti smith)
2. chiedi chiedi (frankie hi-nrg mc)
3. s.o.s. – message in a bottle (filterfunk)
4. missing (everything but the girl)
5. crazy (gnarls barkley)
6. everything counts (depeche mode)
7. mass destruction (faithless)
8. radioestensioni (subsonica)
9. heroes (david bowie)
10. useless (depeche mode)
11. [shake shake shake] shake your booty (k.c. & the sunshine band)
12. the year of the cat (al stewart)
13. heart of glass (blondie)
14.the blues are still blue (belle & sebastian)

Idoli d’infanzia…

Signori, che grande giocatore…

Gary Lineker (classe 1960) me lo ricordo benissimo all’opera ai Mondiali del ’90 e un pò più vagamente (ma ho rivisto molte partite) in quelli del 1986.

Era veramente un bomber di razza, agile, con fiuto del gol e molto smaliziato (ne sa qualcosa il Cameroon).

Pur essendo inglese non riassumeva le caratteristiche tipiche del classico n.9 anglosassone e, difatti, l’ho quasi sempre visto giocare con il 10.

Esploso giovanissimo nel Leicester City, che portò in prima divisione a suon di gol, passò attorno all’85 all’Everton, fresco campione di Inghilterra.

Dopo il titolo di capocannoniere mondiale, nel 1986/’87 fu acquistato dal Barcellona, dove si riconfermò un ottima punta segnando, nella sua prima stagione “spagnola”, la bellezza di 21 reti.

Vinse la Liga, la Coppa del Re e, nel 1989 la Coppa delle Coppe ai danni della Sampdoria.

A fine anno, il divorzio dai blaugrana, anche perchè Cruijff lo usava spesso come ala destra, e uno come lui, sì tecnico e veloce ma che viveva di gol rapinosi, soffriva la lontananza dalla rete.

Inoltre, nei turni precedenti, contro il CSKA Sofia i dirigenti spagnoli avevano annotato il nome di un certo Hristo Stoichkov, autore di una tripletta (partita comunque vinta 6-3).

Gary tornò in Patria, nelle file del Tottenham Hotspurs.

Disputo (dopo il mondiale ’90, in cui comunque si comportò bene) ancora un paio di stagioni, prima di chiudere la carriera in Giappone.

Forse scottato dalla sconfitta in semifinale ha coniato la famosa frase “Il calcio è un gioco che si gioca in 11 contro 11 e alla fine vincono i tedeschi”.

Attualmente è la “voce ufficiale” della nazionale inglese sulla BBC (sembra bravo) e -come si vede nella foto- il Rocco Siffredi inglese (patatine Walkers).

Back for good.

Se Robbie Williams è sceso in campo l’altro ieri a Manchester per una gara di beneficenza con tanto di maglia n.3 della nazionale inglese, l’altro Take That Mark Owen ha fatto decisamente di meglio.

L’ex ragazzino della boyband infatti parteciperà ai Mondiali di Germania sotto le mentite spoglie di Tomas Rosicky della Repubblica Ceca.

Un bel colpo, tutto sommato…